Acquisti di carburante
per autotrazione

Legge di Bilancio 205/2017, commi 917-927

acquisti di carburante

Dal 1° luglio 2018 tutti coloro che sono soggetti IVA e che intendono dedurre il costo nonché detrarre l'IVA degli acquisti di carburante, dovranno pagare esclusivamente con carte di credito, debito o prepagate. Al contempo viene abolito il regolamento della scheda carburante, inoltre ci sarà l'obbligo di fattura elettronica da parte dei gestori.

Stop ai pagamenti in contanti, spazio alle carte di credito. Salvo proroghe, cambia dal 1° luglio 2018 il sistema amministrativo per documentare gli acquisti di carburante per autotrazione. Ai sensi dell'articolo 1, comma 922 legge di Bilancio 2018 (l. 205/2017), allo scopo di portare in deduzione il costo e detrarre l'IVA, il titolare di partita IVA non potrà più pagare gli acquisti di carburante in contanti, ma dovrà utilizzare carte di credito, bancomat, carte prepagate o altri sistemi di pagamento tracciabili.

Le nuove regole si prefiggono l'obiettivo contrastare la sopravvalutazione dei costi per carburanti da parte delle imprese e lavoratori autonomi, finalizzata ad abbattere l'imponibile sia ai fini Iva che ai fini imposte dirette e quindi al minor versamento delle imposte.

Sempre a partire dal 1° luglio 2018, viene abolito il regolamento della scheda carburante.

Per gli esercenti di impianti stradali di distribuzione viene introdotto dall'articolo 1, comma 920 della Legge di Bilancio l'obbligo di emettere fattura elettronica per i soggetti passivi IVA che si riforniscono. Viene concesso a tali esercenti un credito d'imposta pari al 50% del totale delle commissioni addebitate per le transazioni effettuate a partire dal 1° luglio 2018 tramite sistemi di pagamento elettronico mediante carte di credito.

Ormai da diversi anni era prassi comune di tutti i titolari di partita IVA e dei loro dipendenti recarsi al distributore con un’autovettura (o un autocarro) aziendale, fare rifornimento e chiedere la timbratura e la firma del benzinaio su di un cartoncino prestampato denominato “scheda carburanti”. Il gestore dell'impianto autostradale non deve rilasciare infatti alcuna documentazione fiscale (ad esempio lo scontrino fiscale come gli altri commercianti), così a fine mese o a fine trimestre, la scheda carburante con tutti i rifornimenti, i timbri, le firme dei gestori (quasi sempre illeggibili) e gli importi pagati viene integrata con alcune informazioni aggiuntive e registrata in contabilità come “autofattura” ai fini IVA. In questo modo il titolare della partita iva riesce a recuperare l’IVA sugli acquisti di carburante nella misura ammessa per ogni autoveicolo (che corrisponde a ciascuna scheda carburante).

In verità con il Decreto sviluppo del 2011, è stata data la possibilità di non usare più la scheda carburanti perché il legislatore aveva ammesso la possibilità di pagare tutti i rifornimenti di tutti gli automezzi aziendali solo con carte di credito aziendali e di registrare gli acquisti ai fini IVA direttamente dall’estratto conto della carta di credito.

Questa semplificazione non è stata molto usata dai titolari di partita iva per la semplice ragione che, non potendo adottare una procedura mista, l’azienda avrebbe dovuto dare una carta di credito a tutte le persone coinvolte nei rifornimenti dei veicoli aziendali. Senza considerare che la rilevazione dei movimenti da estratto conto non è per niente agevole e che le transazioni finanziarie non riportano le targhe degli automezzi.

Le disposizioni normative in vigore dal 1° luglio 2018 sono state introdotte al fine di contrastare la frode dell'IVA sugli acquisti di carburante, frode molto diffusa per le schede carburante (basti solo pensare ai gestori compiacenti che aumentavano i timbri e le firme sulle schede carburanti).

In sintesi dal 1 luglio 2018 (fino al 30-06-2018 si applicano le regole previgenti), per quanto riguarda gli acquisti di benzina e gasolio per autotrazione presso i distributori stradali, succede che:

  1. la scheda carburante è soppressa (articolo 1 comma 926 L 205/2017;
  2. i titolari di partita IVA (imprese e professionisti) non potranno né dedurre il costo relativo agli acquisti di carburante nè detrarre la corrispondente Iva qualora effettuino pagamenti con mezzi diversi dalla moneta elettronica o con altri strumenti tracciabili;
  3. i gestori delle stazioni di servizio per i rifornimenti effettuati nei confronti di soggetti passivi Iva sono obbligati ad emettere fattura elettronica;
  4. gli stessi gestori, invece, nei confronti di soggetti privati sono obbligati alla trasmissione telematica dei corrispettivi.

Le spese di rifornimento di carburante potranno comunque essere pagate in contanti, ma sarà esclusa in tal caso la possibilità di dedurre il costo ai fini imposte sui redditi e detrarre l’Iva sul costo di benzina e gasolio da autotrazione.

Tutti i titolari di partita IVA dovranno dunque dotarsi di strumenti operativi che consentano pagamenti tracciabili affinché possano usufruire della deduzione del costo dei carburanti dal proprio reddito d'impresa e professionale nonché ai fini della detraibilità dell'IVA. Si potrà ovviamente continuare a pagare gli acquisti di carburante anche in contanti ma in tal caso il relativo costo non sarà fiscalmente deducibile, né l'IVA sarà detraibile.

La legge di Bilancio 2018 trascura di regolamentare i mezzi di trasporto che utilizzano carburante alternativo, mentre il DPR 441/1997 disciplinava gli acquisti di carburante in generale. La stessa legge di Bilancio si limita a disciplinare gli acquisti di benzina e gasolio, trascurando quindi la possibilità che il soggetto passivo Iva utilizzi auto a metano/GPL o elettriche, senza che sia più possibile l'utilizzo della scheda carburante posta l'abrogazione del DPR 441/1997. Su questo punto è intervenuta la Circolare n. 8/E del 30 aprile 2018, che ammette la possibilità di documentare gli acquisti di carburante alternativo con le modalità finora in uso (quindi anche con l'utilizzo della scheda carburante, seppure il cui regolamento sia stato abrogato).

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Schedacarburante.it perchè?

Il sito è dedicato agli adempimenti per gli acquisti di carburante da parte di aziende e professionisti, soggetti passivi IVA alla luce delle novità inserite nella Legge di Bilancio 2018. Il sito schedacarburante.it, presente sulla Rete dal 2002, ha sempre supportato aziende e professionisti per rendere chiara la normativa della deducibilità fiscale degli acquisti di carburante destinato all'autotrazione, prima con l'utilizzo della scheda carburante, ora con la fattura elettronica.


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